Cifra onnipresente di questo territorio è l’ulivo. Se Imperia è una destinazione turistica apprezzata più per le offerte dell’interno che per la fascia costiera, peraltro assai gradevole, le valli retrostanti sono coltivate a ulivo fin dove terreno e clima lo permettono, configurando un paesaggio incantato con piccoli ed antichi insediamenti.
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il territorio e le sue tradizioni
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Scritto da Stefano Termanini
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Per i grandi scrittori francesi – da Victor Hugo a Stendhal – non ci sono dubbi: anche se i giovani uccisi al suo seguito furono un numero enorme, Napoleone fu un grande uomo. Per Hugo, addirittura, uno che parla direttamente con il destino e che se ne fa interprete. La mitologia di Napoleone annulla ogni negativo giudizio della storia. Fu un’epoca di guerre, l’epoca napoleonica, ma fu anche un’epoca di grandi ideali – pare che questo, nella lunga distanza della storia, basti a redimere. E poi, oltre alle guerre (fatte, si diceva, perché l’Europa potesse essere per sempre pacifica…), ci furono le quasi illimitate opere di un genio civile: le strade, le leggi, una società edificata su altre basi.
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il territorio e le sue tradizioni
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Scritto da S.T.
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Le strade, oggi, passano in basso. Lungo i fondovalle, quando è possibile, dove gli spazi sono maggiori e i tracciati, in genere, meno tortuosi. Nel Medioevo, invece, le strade, le mulattiere, i sentieri passavano in alto. Il più possibile. Ai mercanti e ai carovanieri conveniva, infatti, dominare e non essere dominati. Stare in alto era, di per sé, una protezione e una sicurezza. I fondovalle, insicuri, erano anche acquitrinosi, molto spesso, e pericolosi per via delle piene. Onzo, Vendone e Aquila, tre villaggi della media-alta Valle Arroscia, erano un tempo luogo di transito e di transumanza. Oggi queste pendici sono coperte di boschi, ma alcune centinaia di anni fa erano ampi pascoli.
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il territorio e le sue tradizioni
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Scritto da S.T.
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Dove si trova un punto di transito, si trova, in genere, anche una fortificazione, un castello o ruderi di queste. La valle Arroscia ha, per sua caratteristica storica, quella di stare a metà tra mare e montagne – quello di Albenga, da una parte, verso cui il corso del fiume conduce, mentre le altre sono quelle, aspre, della Val Tanaro. Coltura dell’ulivo e coltura della vite si spartiscono i due versanti, equilibratamente: due colture che corrispondono – non è soltanto un gioco di parole – a due culture. A beneficiare dell’incroci di civiltà è stata soprattutto la Liguria. All’olio delicato di queste valli, da sempre uno dei più delicati della Liguria, si sono aggiunti splendidi vini: il Pigato e il rosso Ormeasco, giunto in Liguria dal Piemonte, attraverso la Val Tanaro.
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